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Pagani Utopia, l’hypercar che omaggia gli anni ’50 e ‘60

Pagani Utopia, l’hypercar che omaggia gli anni ’50 e ‘60

Presentata qualche giorno fa, al Museo della Scienza di Milano, Pagani Utopia, l’ultima supercar – dal valore di 2,2 milioni di euro – ideata dal fondatore e proprietario della Pagani Automobili, l’argentino Horacio Pagani. Si tratta del terzo modello della serie iniziata nel 1999 con la Zonda e proseguita nel 2011 con la Huayra.

Al momento della presentazione sono già andati esauriti i 99 esemplari del primo lotto di produzione. L’auto, frutto di sei anni di lavoro, arriverà ai primi clienti a metà del prossimo anno.

Pagani Utopia: design e interni

Rispetto ai due modelli precedenti della serie, Zonda e Huayra, la Utopia presenta delle linee meno spigolose e ha una carrozzeria più fluida. La Casa modenese ha infatti ridotto del 20% i componenti che formano la carrozzeria, scegliendo soluzioni come i fari carenati (un chiaro omaggio agli anni ’50 e ’60), i brancardi scavati e le prese d’aria per il motore. Anche il sistema di apertura delle portiere, che sono incernierate davanti e si aprono verso l’alto, sono un omaggio agli anni ’50 e ’60.

Horacio Pagani ha lavorato a lungo sull’aerodinamica, studiando un sistema che non richiedesse l’impiego di vistosi alettoni, al fine di restituire una linea decisamente pulita e più sinuosa.

Anche gli interni hanno un sapore vintage, ma allo stesso tempo sono al passo con la tecnologia di oggi. La console centrale è stata completamente rivista. Non vi sono infatti gli schermi dell’infotainment che vanno tanto di moda oggi. Essi lasciano il posto ai tanti indicatori analogici, al vecchio comando fisico e al pulsante di avviamento.

Nell’abitacolo spiccano poi le intersezioni “a pettine” sotto la leva del cambio.

Infine, i sedili presentano una nuova scocca sulla quale sono applicati i cuscini rivestiti in pelle.

Caratteristiche tecniche

La nuova supercar della Casa modenese monta una variante aggiornata del motore V12 biturbo da 6 litri realizzato in esclusiva dalla Mercedes-AMG. L’unità è capace di sviluppare 864 CV a 5800 giri e 1.100 Nm di coppia massina già a 2.800 giri. Il motore, privo di parti ibride, è abbinato al cambio a 7 rapporti della XTrac, disponibile sia in versione manuale che in quella elettroattuata. Utopia può raggiungere una velocità di 350 km orari.

Horacio Pagani si è battuto con la Mercedes, fornitrice dei motori, affinché la Utopia non avesse componenti elettrici, come da lui stesso dichiarato: “Mercedes voleva che installassimo un V8 biturbo da 1000 cavalli, con componente ibrida. Tuttavia, un motore del genere avrebbe significato un aumento decisivo del peso e l’impossibilità di montare un cambio manuale, perciò abbiamo insistito per il V12, un motore che Mercedes non produce più. Hanno impiegato cinque anni per progettarlo di nuovo e adeguarlo alle normative ambientali più stringenti”.

Pagani Utopia pesa appena 1.280 kg. Al fine di ottenere massima resistenza con il minimo peso possibile la Casa modenese ha sviluppato materiali ad hoc. La monoscocca è in Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 con rollbar integrato a scomparsa. I telaietti anteriori e posteriori collegati alla monoscocca sono in lega di acciaio al cromo-molibdeno. Il volante è in alluminio ricavato dal pieno, come la pedaliera con tre pedali.

La supercar modenese monta gomme Pirelli PZero Corsa ma misure differenti (21 pollici davanti e 22” dietro), con opzione invernale Pirelli SottoZero; cerchi forgiati APP Tech con funzioni aerodinamiche integrate e freni Brembo con dischi carbo-ceramici ventilati di grandi dimensioni.

 

[fonte immagine: https://www.facebook.com/PaganiAutomobili/photos/pcb.6231078363585917/6231069936920093/]

 

 

 

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